Fondazione Vivarelli

Il regno animale di Ugo Guidi alla Fondazione Vivarelli di Pistoia

La FONDAZIONE JORIO VIVARELLI – Pistoia

ospita il MUSEO UGO GUIDI

per la mostra del Maestro

UGO GUIDI

“Il regno animale di Ugo Guidi”

Ugo Guidi, "Arieti" (1966)

Ugo Guidi, “Arieti” (1966)

in collaborazione col MUSEO UGO GUIDI di Forte di Marmi

6 giugno – 26 luglio 2015

a cura di Veronica Ferretti

La Fondazione Jorio Vivarelli di Pistoia ospita la mostra di sculture e disegni del maestro Ugo Guidi dal titolo “Il regno animale di Ugo Guidi”.

La mostra delle opere di Ugo Guidi (1912-1977) comprende 17 sculture in marmo, pietra, terracotta, bronzo e ceramica e 5 tra tempere e disegni che segnano il percorso di evoluzione artistica e stilistica del Maestro di oltre un trentennio, dagli anni ’40 ai ‘70.

L’esposizione sarà inaugurata sabato 6 giugno 2015 alle ore 18 presso la Fondazione Jorio Vivarelli di Pistoia, via Felceti 11 Pistoia, e sarà visitabile fino al 26 luglio 2015 ad ingresso libero con orario dal lunedì al venerdì 9 – 13, sabato 9 -13 e 15 – 20.

Ugo Guidi, "Pleiadi" (1973)

Ugo Guidi, “Pleiadi” (1973)

“Nell’inesauribile repertorio di forme, materiali e soluzioni tecniche adottate dallo scultore versiliese Ugo Guidi trova posto un filone figurativo dedicato agli animali che attraversa tutto l’arco della sua produzione artistica, a testimonianza di un interesse mai sopito verso il mondo rurale.

Per chi è avvezzo a frequentare il panorama espressivo dell’arte contemporanea, con la sua varietà di linguaggi e la “spettacolarizzazione del quotidiano”, rimarrà particolarmente attratto da queste opere che nascono da un’indagine volta alla riscoperta dei valori della civiltà contadina resa nella sua più autentica genuinità.

La dignità del mondo rurale sta nella certezza che ogni frutto, ogni spiga, ogni piccolo guadagno sono ottenuti col sudore della fronte e con il rischio dell’alternante andamento delle stagioni; sta nella tradizione e nel ripetersi di gesti apparentemente uguali ma, in realtà, arricchiti dall’esperienza di passate generazioni, nella gerarchia di valori, nella continuità di una saggezza consegnata dagli anziani ai giovani; sta, infine, nel giusto equilibro dell’uomo con l’ambiente e con il mondo animale che allevia le sue fatiche nel lavoro dei campi.

Ugo Guidi, "Civette" (1967)

Ugo Guidi, “Civette” (1967)

Le opere di Ugo Guidi rendono omaggio al rapporto umano e ancestrale con il suo territorio e fanno riflettere sulla frenesia dei tempi moderni, di una civiltà, come quella in cui viviamo, governata dalle macchine e dalla tecnologia. Cesare Pavese già nel lontano 1941 sosteneva, con un filo di disperazione “Ormai devono essere morti anche i cavalli”, una profezia raccolta, trent’anni più tardi, da Pier Paolo Pasolini che traccerà, con lucidità e dolore, il repentino trapasso da una civiltà contadina ad una post-industriale.