Mery Godigna Collet

Una nuova installazione di Mery Godigna Collet nella Reggia di Belriguardo

In questo giorni, chi passerà davanti alla Reggia estiva estense di Belriguardo, alzando gli occhi verso il torrione, noterà qualcosa di strano: degli uccelli azzurri intorno al terrazzo della torre.

Si tratta di una nuova, interessantissima installazione di Mery Godigna Collet, artista venezuelana di fama mondiale innamoratasi di Belriguardo e della sua storia.

Cosa rappresentano quegli uccelli blu?

Sentiamo la stessa artista:
“Sogni di Altri

Il nostro tempo è definito da due situazioni molto particolari: le migrazioni e la tecnologia.

Comprendere le “migrazioni” come risultati dei flussi che cercano di fuggire da pregiudizi, persecuzioni, frequenti abusi, oppressioni, pulizie etniche, genocidi, disastri naturali e marginalizzazione sociale.

Può diventare uno scambio culturale valorizzante che, allo stesso tempo, grazie alla prossimità e alla vicinanza alle altre culture che rendono più ovvie le differenze, può produrre shock, paura e perdita di fiducia.

Da un punto di vista etico, come ha scritto il filosofo Jacob Appel, “Trattare gli esseri umani in modo diverso, semplicemente perché sono nati sul lato opposto di un confine nazionale, è difficile da giustificare dal punto di vista di qualsiasi principale teoria filosofica, religiosa o etica.”

Da un punto di vista economico, le ricerche dimostrano inoltre che le migrazioni portano a un migliore commercio di beni e servizi. E, nella ricerca di soluzioni per la povertà estrema sul pianeta, secondo gli economisti Michael Clemens e Lant Pratchett, “permettere alle persone di spostarsi da luoghi a bassa produttività a luoghi ad alta produttività sembra essere, e di molto, la più efficiente politica generalizzata, ai margini, per la riduzione della povertà.”

L’altra faccia della medaglia è la critica del multiculturalismo che mette in dubbio l’ideale della conservazione delle distinte culture etniche all’interno di una nazione. Alcune comunità temono che il multiculturalismo le riduca a un gruppo etnico tra tanti altri. I critici del multiculturalismo possono opporsi all’integrazione culturale di diversi gruppi etnici e culturali appellandosi alle leggi e ai valori esistenti della nazione. In alternativa, i critici potrebbero sostenere l’assimilazione dei gruppi etnici e culturali diversi all’interno di un’unica identità nazionale.

Noi, o almeno le generazioni future, affrontiamo un nuovo tipo di migrazione: quella che avrà luogo a causa del riscaldamento globale.

E comprendere la “tecnologia”, attraverso la nostra dipendenza dal mondo tecnologico e come strumento importante per la migrazione culturale e come portale verso meravigliose prospettive.

Ma, come dice Sir Martin Rees, essa ha un lato oscuro e può portare a qualche tipo di disastro: “Il nostro secolo è molto speciale, è il primo in cui gli umani possono cambiare se stessi e il loro pianeta di origine.”

Il reale impatto sul degrado dell’ambiente globale non ha precedenti e rappresenta una vera sfida.

Viene citata spesso una frase in particolare del Manifesto Russell–Einstein (1955): Ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto.

Le migrazioni e la tecnologia sono la “materia” di questo progetto.

La risposta che avremo come collettivo sociale a Migrazioni e Tecnologia determinerà in modo assoluto il futuro del nostro mondo.

“Ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto.”

“Onomatopea”: Mery Godigna Collet espone a Belriguardo

Presso il Museo Civico Archeologico di Belriguardo si inaugurerà, venerdì 4 agosto, la mostra “Onomatopea” di Mery Godigna Collet

Sin dall’inizio della sua carriera l’artista ha esplorato la coesistenza tra umani e ambiente tramite questioni politiche e sociali.

Le sue opere sono assistite dall’uso versatile di materiali diversi impiegati in installazioni, pittura, scultura, fotografia e video, sfidando l’osservatore tramite l’uso di tecniche nuove e materiali non convenzionali nel fare l’arte.

Nelle sue opere i concetti si trasformano tramite la materia.
Secondo l’artista, la violenza porta alla distruzione il cui simbolo è la mancanza di colore.

La presenza di questa nuova raccolta di opere in un museo archeologico pone un interrogativo drammatico: quale eredità vogliamo lasciare? 

Oscillando tra l’oscuro e il funzionale, Mery Godigna Collet, in questa raccolta di opere, “Onomatopea”, manipola le maschere antigas nel contesto di assemblaggio, per mettere in discussione le impressioni personali e sociali di potere, ambizione, inquinamento, e distruzione.
Il sinistro uso delle maschere a gas tenta di riassumere l’intrico e la complessità di questioni politiche e sociali che toccano i nostri tempi tramite il mascheramento e la appropriazione di un singolo oggetto.
Onomatopea e il fenomeno che si produce quando i suoni di una parola descrivono o suggeriscono acusticamente l’oggetto o l’azione che significano.

L’artista, in un gesto di ricreazione, traduce un oggetto in una azione: la azione di difendersi da noi estese.

Orari d’apertura: venerdì, sabato domenica ore 09.30-12 e 15.30-19.00.
Altri giorni su appuntamento telefonando al 0532-32.85.00 oppure al 392-676.1945